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Commemorazione del filosofo Augusto Conti
San Miniato
13 Ottobre 2011
Ore 10,30
Commemorazione del filosofo Augusto Conti,
nell’ambito del 150º Anniversario dell’Unità d’Italia.
Relatore
Chiarissino
Prof. Daniele Menozzi
Docente ordinario di Storia contemporanea
Scuola Normale Superiore
“Tra amor di patria e fedeltà alla Chiesa,
l’apporto di Augusto Conti all’unificazione nazionale”
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Ciclo di proiezioni – film sull’Unità d’Italia
Presentazione e riferimenti culturali
Prof. Mario Pezzella
Ricercatore Scuola Normale Superiore
Critico cinematografico - scrittore
AUGUSTO CONTI
Da Enciclopedia Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani, voce “Conti Augusto”, a cura di M. Themelly.
"Nacque a San Pietro alle Fonti, frazione di San Miniato (Pisa), il 6 dicembre 1822 da Natale e Anna Passetti, famiglia religiosissima.
Divenne giobertiano “con impeto” dopo aver scoperto nelle pagine del Primato “la verità della creazione come vertice di ogni scienza”. Seguì i corsi universitari di giurisprudenza a Siena e a Pisa, ma completò gli studi a Lucca dove si laureò, dopodiché cominciò ad esercitare l’avvocatura a Firenze. Non finì di pentirsi “per tutta la vita” d’aver bastonato “per eseguire giustizia” un professore in fama di reazionario.
Nel 1847 pubblicò a Firenze un primo libriccino, il Saggio di canti lirici nel quale sono fuse le due fonti della sua ispirazione, la religiosa e la nazionale-patriottica.
Nel ’48 partecipò col 2º battaglione dei volontari fiorentini alle operazioni di guerra. Fu promosso tenente portabandiera, e il 29 maggio combatté a Curtatone, poi fu, più o meno direttamente, coinvolto negli scontri di Valeggio, Custoza, Villafranca e assistette, nel corso della ritirata, ai tumulti di Milano contro Carlo Alberto.
Nel ’49 gli fu affidato l’insegnamento della filosofia elementare nelle scuole di San Miniato e, pur continuando l’esercizio dell’avvocatura, tenne le lezioni sino al 1856, quando fu nominato alla cattedra di filosofia razionale e morale al liceo di Lucca. Nel 1860 fu nominato professore di filosofia teoretica a Firenze nell’Istituto di Studi Superiori e qui insegnò, tranne gli anni dal 1862 al 1867, trascorsi presso l’Università di Pisa, fino alla giubilazione. Nel ’69 fu nominato accademico della Crusca e con questa veste, oltre a dare nuovo impulso ai lavori per la compilazione del Vocabolario, sostenne il dibattito sulla voce “cattolicità” insieme col Tommaseo, con l’ Alamiani e col Capponi. Nel ’74 rappresentò l’Accademia alle onoranze centenarie rese ad Avignone al Petrarca, e nel ’75 commemorò a Firenze il centenario del Buonarroti.
Dal 1864 al 1867 fu chiamato dal Ministro D. Berti al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e, a partire da quegli anni, e con vari intervalli sino al 1888, fu consigliere, spesso assessore, al comune di Firenze e membro della giunta provinciale.
Nel ’65 fu eletto deputato per la circoscrizione di San Miniato. Chiese i voti come “cattolico e non clericale”. Aderì al programma moderato de l’Opinione; sedette per due legislature a Destra e appoggiò le spese militari e la guerra di liberazione del Veneto. Si astenne più tardi dal voto col quale il Parlamento si impegnava a risolvere la questione romana, senza per questo far propri i toni esasperati dei cattolici intransigenti: aveva abbandonato le tesi federalistiche della giovinezza per una professione nazionale unitaria e monarchico-sabaudista.
Dopo la morte di Pio IX, nei primi mesi del ’79, alcuni gruppi di cattolici, tra cui fa spicco il nome del Conti, credettero che fosse giunto il momento di distaccarsi polemicamente dalla linea degli intransigenti e di costituire un forte partito “di vera destra”. Il 4 aprile si costituì così a Firenze una associazione dei conservatori nazionali presieduta dal Conti, ma il tentativo di fondare il partito dei cattolici conservatori era destinato a cadere poco dopo sotto la condanna della gerarchia ecclesiastica.
Dal matrimonio con Enrichetta Pieragnoli nacquero tre figli, dei quali ne sopravvisse una sola. La morte lo colse a Firenze il 6 marzo 1905. Il suo corpo, rivestito del saio del Terzo Ordine francescano, fu avvolto nel tricolore. Gli furono tributati solenni funerali e fu sepolto in Firenze nel cimitero monumentale di San Miniato.
La città di San Miniato ricordò questo figlio illustre con una solenne funzione religiosa in Duomo e successiva commemorazione promossa dal Comune nella grande aula del Conservatorio di Santa Chiara."
Da A. Alfani, Della vita e delle opere di Augusto Conti, Firenze, 1906; Archivio Conservatorio Santa Chiara, Libro verbali CdA 1900-1910
"Nel Conservatorio di Santa Chiara, il 6 aprile 1905, nel trigesimo della morte, nell’aula grande, fu tenuta la commemorazione promossa dal Comune di un sanminiatese illustre, Augusto Conti, da parte di un suo discepolo, Augusto Alfani.
Augusto Conti, nato a San Miniato, era rimasto legato alla sua città anche negli anni del soggiorno pisano e fiorentino. Morto a Firenze il 6 marzo 1905, era stato sepolto nel cimitero delle Porte Sante, nella tomba che già aveva accolto la moglie Enrichetta, anch’essa legata a San Miniato da costanti rapporti, soprattutto col Conservatorio di Santa Chiara in cui era stata educanda.
Il busto in marmo di Enrichetta Conti Pieragnoli, opera di Amalia Duprè, custodito nel Museo di Santa Chiara, fu donato nel 1906 dalla figlia Marianna a testimonianza del legame di affetto della madre verso il Conservatorio. Era sempre stato nello studio del filosofo e, negli ultimi tempi, nella sua camera insieme ad un ritratto di sua figlia Marianna bambina, ad una piletta d’argento di acqua santa, ad un autografo sbiadito di Re Carlo Alberto. Precisi riferimenti questi a quanto Augusto Conti aveva di più caro: gli affetti familiari, la fede religiosa, l’amore per la patria.
Nel 1848 era partito volontario nel 2º battaglione fiorentino ed era stato promosso sul campo a Montanara sottotenente portabandiera. Dopo la sconfitta ed il ritiro su Brescia aveva rinunciato alle spalline per combattere come semplice soldato a Valeggio, Villafranca, Milano.
Nella commemorazione civile della figura diAugusto Conti, maestro nel campo della scienza e dell’arte, Augusto Alfani, rilevando come, in un momento di grave dissiddio tra Stato e Chiesa, avesse saputo armonizzare la sua fede di cattolico con un profondo amor di patria ne fornì due immagini particolarmente suggestive:
un Augusto giovane, prestante nella persona, orgoglioso nella sua divisa di volontario italiano, reduce dai campi lombardi dove aveva custodito e strenuamente difeso la bandiera d’Italia, risaliva le pendici del colle di San Miniato;
il vecchio e venerato uomo di scienza, deposto sulle pendici di San Miniato al Monte, in Firenze, raggiungeva la sua Enrichetta, vestito, per sua espressa volontà, dell’umile saio francescano.
Il quelle due divise, diversamente gloriose, Augusto Alfani vedeva il simbolo della costante unità della mente e del cuore del maestro, gli affetti immutabili della sua intera vita: la Patria e la Fede."
La celebrazione del 150º anniversario dell’Unità d’Italia si è svolta secondo le procedure stabilite, con una folta presenza di studenti e insegnanti sia per la conferenza, dedicata al filosofo Augusto Conti, che per la presentazione delle tre pellicole cinematografiche sull’Unità d’Italia.
A completamento di questa iniziativa la Fondazione ha ritenuto di dedicare all’illustre filosofo un’aula recentemente recuperata e ristrutturata, da utilizzare per seminari, alle cui pareti, oltre al ritratto di Augusto Conti, sono state appese quattro rappresentazioni grafiche e fotografiche degli importanti lavori eseguiti per il recupero degli ambienti monumentali, delle opere d’arte e dei più significativi eventi che si sono susseguiti nel tempo.



